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Vento della Seta: da Venezia a Pechino a piedi sulle orme di Marco Polo e non solo - Sara Romanato
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Vento della Seta: da Venezia a Pechino a piedi sulle orme di Marco Polo e non solo

Vento della Seta è il nome dell’iniziativa di Daniele Ventola, giovane antropologo italiano, impegnato in questi mesi nel viaggio a piedi dall’Italia alla Cina e precisamente a Zhoukoudian, un sito archeologico a 48 km a sud-ovest di Pechino.

Il cammino è il modo di viaggiare prediletto di Daniele. Le sue prime esperienze lo hanno condotto, infatti, sul Cammino di Santiago, sul Cammino di San Francesco dalla Toscana alla Puglia, sulla Via degli Dei e su molti altri percorsi. Nel 2018 prende vita il progetto Vento della Seta: un cammino per l’umanità. Il suo scopo è quello di trasmettere in tempo reale, attraverso la tecnologia di cui oggi disponiamo, le avventure di incontro e di scambio culturale che Daniele vivrà sul suo percorso.

Uno dei suoi motti è l’utilizzo consapevole dei mezzi tecnologici affinché non contribuiscano più all’inaridimento delle relazioni interpersonali, ma siano un ponte tra le culture e le diversità. “Viviamo in un’epoca di sofisticatissime comunicazioni planetarie, ma anche di estrema incapacità delle persone di comunicare tra di loro” scrive Daniele spiegandomi le motivazioni che lo hanno spinto ad intraprendere il suo viaggio. Il suo imperativo più grande è proprio quello di evidenziare questa contraddizione per incentivare una presa di coscienza. Percorrendo la nuova Via della Seta, definita dalle nuove rotte commerciali della Belt&Road Initiative, vuole unire gli aspetti economici, culturali e, soprattutto, umani del suo viaggio. L’uomo non è, infatti, solo una risorsa economica, ma prima di tutto una risorsa culturale. “E camminare è, per me, il più evidente simbolo dell’umanità e della sua evoluzione” conclude Daniele che, in questi giorni, sta attraversando la Georgia e tramite Ombra, il suo alter-ego cibernetico, comunica con me e mi racconta la sua esperienza.

Il cammino come via di scambio e la parola come sentiero dell’accoglienza

Credits @Vento della seta

“Il cammino e’ la forma più semplice per entrare in relazione con le persone. Andare lento è una danza che ti fa scivolare gentilmente nella loro quotidianità poiché, oltre a destare stupore e curiosità, quest’antica attitudine naturale permette di comprendere effettivamente le distanze tra i luoghi e le persone” così Daniele mi spiega come il camminare stimoli più facilmente il contatto con le persone e continua “E alla fine, passo dopo passo, ti rendi conto che le distanze e le differenze sono effimere quando rompi i muri”.

Hai mai letto sui vari siti di viaggi, ma anche nelle stesse guide turistiche, come sia importante riuscire ad imparare qualche parola del paese che stai visitando? “Molto importante è, inoltre, cercare di imparare la loro lingua. Le parole di base o i modi di dire. E’ una cosa molto apprezzata e che permette di scoprire molte cose riguardo una cultura” afferma Daniele.

Ti sei mai accorto dello sguardo di meraviglia che sboccia nelle persone quando riesci a spiaccicare un grazie nella loro lingua? “ciao, grazie, prego ma sopratutto cosa si risponde quando qualcuno starnutisce. E’ una piccola cosa che fa ridere, ma che rende il cuore più leggero” mi racconta Daniele.

Il viaggio: pianificato o lasciato al fato?

“Ogni pianificazione e’ insufficiente ma sopratutto non fa vivere lo spirito del viaggio che ti prende e ti trascina dove vuole” scrive Daniele. Come avrai capito, qui non si tratta di affidarsi al solito Tour Operator, ma di un progetto ben preciso e che si fonda sul concetto primordiale di viaggio.

Il viaggio come scoperta e affidamento completo al destino in cui i tempi sono scanditi relativamente dalle incombenze burocratiche. “Non c’è un tempo per sosta o tappa, dipende tutto dalle circostanze del momento o se c’è qualcosa che mi colpisce particolarmente ed ho interesse ad approfondire” spiega Daniele.

Credits @Vento della seta

Consigli da viaggiatore contemporaneo

“A chi desidera intraprendere un’avventura del genere raccomando di tenere chiaro a mente quale sia la vera motivazione che lo spinge a farlo. Una volta individuata chiaramente la vera motivazione il resto viene di conseguenza” spiega Daniele.

Il suo spirito di viaggiatore contemporaneo sa fondere il supporto tecnologico con l’antico spirito del viaggio che portava allo scambio non solo economico, ma anche culturale attraverso i pensieri, le idee, le lingue e le tradizioni.

E per migliorare le relazioni? Sia a casa che in giro per il mondo?

“Per migliorare le relazioni direi alle persone di spegnere il telefono, levarsi le cuffie e scambiare quattro chiacchiere con lo sconosciuto al proprio fianco”.

Daniele Ventola, (11 giugno 2019)

Così si conclude la mia intervista a Daniele Ventola in viaggio a piedi da Venezia a Pechino sulle orme di Marco Polo e di tutti i grandi della storia che hanno saputo mettere da parte la paura del diverso e superare i confini del mondo conosciuto per andare incontro al nuovo.

Che tu sia un viaggiatore in stile Marco Polo o che tu preferisca affidarti alla moderna organizzazione di un Tour Operator, continua a seguire le orme di Daniele in questo viaggio in diretta tra mondi e culture, passo dopo passo.

Questi i link alle sue pagine di Facebook ed Instagram dove pubblica i suoi aggiornamenti.

A presto!

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