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Viaggi sciamanici e realtà non ordinaria. La mia prima volta - Sara Romanato
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Viaggi sciamanici e realtà non ordinaria. La mia prima volta

All’improvviso mi ritrovai in una foresta che con la ragione potrei definire tropicale. Piante dalle foglie e dalle forme più disparate non lasciavano libero alcun passaggio. Mi divincolavo per crearmi un varco, versi di uccelli in lontananza, nessuna meta ma la mia anima si sentiva finalmente a casa. Il calore umido appiccicava i vestiti, camminavo portandomi appresso poche cose. Come un flash ricordo perfettamente quei primi attimi nel mondo dell’inconscio.


Condotta sapientemente dalla mia guida spirituale mi apprestavo a sbirciare negli angoli più nascosti di me, quelli di cui ignoravo l’esistenza o forse quelli ai quali non avevo ancora imparato ad accedere.

Era una sera di novembre, nessuna luce naturale alla finestra. Questo lato della Terra era già sprofondato nella fredda oscurità della notte invernale. Ad un tratto un suono di tamburo, sconosciuto alla mia mente ma non al mio cuore, mi guidò lentamente nell’abbandono dei sensi e nell’ingresso di quella realtà che di reale ha poco, anche se, nel suo manifestarsi, è molto più vera di quella che siamo abituati a conoscere.

Una voce amica non dava spazio alla mia mente di intervenire, mi guidava e mi sosteneva.

Ricordo ancora il battito del mio cuore, l’eccitazione della scoperta dell’ignoto, l’apertura del portale che avrebbe cambiato per sempre la mia esistenza avvicinandomi di più a ciò che sono veramente.

Quando si abbandona il Mondo reale si può iniziare a volare solo attraverso un brivido che corre lungo la schiena, oppure si può correre a perdifiato in un ambiente sconosciuto semplicemente affidandosi alle percezioni, si può saltare nel vuoto mille volte e non cadere mai. All’ingresso della Realtà Separata, come scriverebbe Castaneda, i sensi ordinari non hanno più alcun valore, non hanno alcuna rilevanza empirica. Emergono nuovi sensi, un nuovo modo di percepire ciò che si mostra sconvolgente dinanzi a noi.

Così in quella foresta sentivo di essere me stessa anche se ancora non lo sapevo. La paura e il turbamento di un ambiente così selvaggio ed apparentemente ostile lasciavano spazio all’apertura del mio cuore che sembrava scoppiare in frantumi tanto era forte quella sensazione di ritorno. Un ritorno a casa, all’essenza delle cose.

Sono passati più di due anni del nostro tempo e ogni tanto mi capita ancora di ritrovarmi in quella foresta, ogni tanto cammino nel Sogno e scorgo segni di quel primo viaggio nell’ignoto.

Come ho oltrepassato il portale?

Mi sono esercitata a perdere il controllo, a non ascoltare la mente e a seguire solo il cuore.

A presto!

2 Comments
  • Il Vendicatore
    Posted at 20:51h, 01 Settembre Rispondi

    Ciao Sara! Mi piace il tuo blog e lo seguirò peressiquamente!
    Il Vendicatore

    • Sara Romanato
      Posted at 22:07h, 03 Settembre Rispondi

      Grazie! Mi fa piacere che queste ancora poche parole ti abbiano positivamente colpito. Al prossimo post!!!

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