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Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto: come scegliere tra comfort zone e felicità? - Sara Romanato
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Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto: come scegliere tra comfort zone e felicità?

Navigando su Instagram, quasi per caso, mi è caduto l’occhio su Gianluca Gotto e il suo libro Le coordinate della felicità. Più e più volte mi è rimbalzato davanti fino a che non ho deciso di leggerlo. Probabilmente mi stava chiamando e al suo interno ho trovato, infatti, molti spunti di riflessione nonché autentiche spinte a prendere in mano la mia vita di scrittrice.

Sarà stata l’affinità per l’amore per la scrittura, saranno state quelle per una vita lavorativa che non piace e non permette di vivere con le proprie passioni, ma il libro di Gianluca mi è entrato nelle ossa e mi ha spinto a contattarlo per una mini intervista che qua vi ripropongo.

La libertà è uno stato mentale: mini intervista

Il libro è un concentrato di vita, lo definisce così anche Gianluca rispondendo alle mie domande. È un vortice di emozioni che vanno dall’amore alla rabbia, alla delusione. Escono fuori dalle righe scritte e dalla carta stampata e vanno a connettersi con i tuoi sentimenti più reconditi. Ti spingono a riflettere sulla tua vita, come ho fatto io, e a prenderla in mano. Lo leggi alla sera e al mattino ti senti scivolare in una routine che magari non ti piace o della quale vorresti modificare anche solo qualche dettaglio. Enfatizza il disagio verso una vita e una società che non ci siamo scelti ma che abbiamo il dovere di cambiare partendo da noi stessi.

Così Gianluca mi racconta: “Ho scritto Le coordinate della felicità rivolgendomi specialmente ai tanti giovani che in Italia si sentono senza speranze e condannati a un lavoro precario e sottopagato. A loro vorrei far capire che il mondo è grande e pieno di opportunità.” Ma tra le righe di Le coordinate della felicità traspare anche la paura, a volte, di uscire dalla zona comfort, dalla gabbia dorata che, con il passare del tempo, come abili fabbri, continuiamo ad inspessire. E non solo! La abbelliamo con gemme preziose il cui luccichio ci dona iniezioni di anestetico per non farci vedere la vera realtà delle cose.

“Vorrei sottolineare una cosa: la libertà è prima di tutto uno stato mentale. Io sono un nomade digitale e vivo viaggiando ma la forma primordiale di libertà è quella che nasce nella nostra testa. Quando smettiamo di ragionare secondo schemi vecchi, quando ci liberiamo dai pregiudizi e dalle paure, quando non diamo peso al giudizio altrui, ecco che diventiamo persone libere. Prima di pensare a girare il mondo, io suggerisco a chiunque di liberarsi dalle catene mentali. Anche perché, dopo averlo fatto, tutto diventa molto più semplice, specialmente i grandi cambiamenti di vita” scrive Gianluca a tal proposito.

Nel libro non manca un giusto accenno alle possibilità che ci dà ogni giorno la tecnologia di cui disponiamo. La tecnologia può essere dannosa solo quando crea dipendenza, come tutte le cose. Può essere un valido alleato per trovare nuovi sbocchi, come nel caso della vita dell’autore, ma deve rimanere uno strumento. Tra le righe della mail, con la quale Gianluca risponde alle mie domande, leggo: “Ho iniziato a rispondere a queste domande da Bali, chissà quando finirò questa intervista dove sarò! Sì, la tecnologia è in grado di cambiare totalmente la nostra vita. Eppure c’è chi, invece di coglierne le enormi opportunità, non fa altro che screditarla. La tecnologia è solo uno strumento, non è giusta o sbagliata a priori. Tutto dipende dall’uso che ne facciamo. Personalmente mi ha permesso di diventare un nomade digitale, così da costruirmi la vita che sognavo da sempre.”

Attraverso Le coordinate della felicità Gianluca ci lascia entrare dentro quelli che sono stati sette anni della sua vita e ci apre le porte della sua anima senza troppi convenevoli, tanto da diventare un po’ titubanti nel muovere i primi passi tra le stanze del suo sé, timorosi quasi di entrare troppo in profondità e magari lasciare qualche traccia del nostro passaggio. Le coordinate della felicità “è una storia di vita vera ed è un libro pieno di riflessioni molto personali. Ci tenevo che restasse un libro magari grezzo, ma comunque genuino. Uno di quelli da tenere da parte e tornare a sfogliare di tanto in tanto per rituffarsi dentro una vita, non una storia” afferma Gianluca motivandomi anche la sua scelta di auto pubblicare Le coordinate della felicità piuttosto di proporlo ad una casa editrice.

E come mi piace pensare che un libro non capita a caso tra le nostre mani, scorrendo le pagine si possono scovare citazioni e riferimenti agli autori che, con i loro messaggi velati, hanno influenzato di più le prese di consapevolezza dell’autore nonché del protagonista. Così farà a sua volta con voi Le coordinate della felicità!

A volte mi diverto ad aprire a caso la pagina di un libro e leggerne una frase per scovare qualche messaggio della Vita. Vediamo cosa salta fuori!

“Scavando più a fondo compresi che entrambi provavamo una forte ansia per la totale mancanza di sicurezze e punti fermi nella nostra vita. […] Era come se avessimo un enorme timer sopra le nostre teste. […] Non è facile essere sempre quello che va controcorrente. […] Si muore pensando con tristezza di non esserci mai dichiarati alla donna della nostra vita per paura di essere rifiutati, di non aver mai viaggiato per paura di non essere all’altezza, di non aver mai pubblicato quel romanzo per paura del giudizio altrui. È tutta una questione di paura: per alcuni è la spinta fondamentale verso il cambiamento, per altri è la parola FINE scritta a caratteri cubitali sui propri sogni e sulla propria prospettiva di felicità.” (Cit. Le coordinate della felicità – G. Gotto)

Ora sono curiosa di leggere il romanzo Come una notte a Bali appena pubblicato ed edito da Mondadori.

A presto!

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