Sara Romanato

Dammi una penna e fammi girare il mondo

Come si legge l’INCI?

L’ABC dell’INCI per neofiti e non

Perché è importante conoscere gli ingredienti dei prodotti cosmetici che utilizziamo? E perché è fondamentale documentarsi e sapersi destreggiare tra sigle, nomi in latino, parole in inglese ecc… ?

Semplice! Perché la pelle assorbe, ma anche difende dagli agenti dannosi per il nostro corpo ed è un organo fondamentale che manifesta l’incompatibilità con determinate sostanze. Se conosciamo, inoltre, almeno le basi della corretta lettura e interpretazione dell’INCI, non ci faremo più ingannare dalle etichette che (lo sappiamo!) sono studiate esclusivamente per vendere!

Quante volte ci è capitato di osservarci allo specchio e vedere la nostra pelle arrossata, irritata, con principi di eczema o eruzioni cutanee di vario genere, e pensare: “Ah… sarà lo stress!” oppure “Devo cambiare di nuovo crema o detergente”?

Sì, sicuramente la pelle esprime anche i nostri squilibri emozionali. Ma, soprattutto, reagisce ai nostri comportamenti quotidiani e per questo va rispettata nel suo ruolo di difensore della nostra salute.

Come fare a difendere la pelle e a non aggravarne il carico?

Anzitutto, utilizzando prodotti compatibili e funzionali. Lasciando quindi perdere packaging, marche e spot pubblicitari. Sì, lo so che a volte i packaging sono davvero studiati ad hoc per aumentare quel senso di soddisfazione che abbiamo nell’utilizzare un determinato prodotto. Ma, altrettanto spesso, oltre alla confezione accattivante non vi è funzionalità nel prodotto.

Veniamo quindi al sodo. Ho parlato di questo argomento con un’esperta: è un’estetista e imprenditrice, si chiama Giulia Drago e gestisce il centro estetico PuraMente Estetica di Trebaseleghe .

Credits @PuraMente Estetica

“Guardare l’etichetta di un prodotto è quanto di più fuorviante possiamo fare per comprenderne la vera natura” afferma Giulia, e continua: “Come accade per l’abbigliamento o per il cibo, è necessario leggere gli ingredienti per capire veramente cosa c’è dentro al prodotto e se può essere compatibile con la nostra pelle”.

Inoltre, se ci rivolgiamo a un venditore o una commessa per essere supportati nell’acquisto, dobbiamo capire se questi ultimi ne sanno qualcosa oppure no. Se sanno le informazioni che vanno al di là dell’etichetta. Spesso capita, infatti, che prodotti venduti ad esempio come idratanti, al loro interno abbiano poco o niente di realmente idoneo allo scopo. Se le persone che ci stanno aiutando nella scelta del prodotto si fermano alla descrizione che appare sull’etichetta, sicuramente ne sanno ben poco degli ingredienti e di tutto quello che c’è all’interno.

Quindi è importante documentarsi e farsi aiutare da persone competenti.

Le persone competenti devono sapere almeno l’ABC dell’INCI – International Nomenclature of Cosmetic Ingredients – e possiamo diventarlo anche noi! Ora, grazie a Giulia vi spiegherò come.

Come si fa a giudicare un buon INCI?

Credits @PuraMente Estetica

“Partiamo col dire che gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente per quantità presente nel prodotto. Pertanto i primi nomi che leggeremo saranno rappresentativi dei componenti in quantità maggiore” ci spiega Giulia.

Se stiamo acquistando, ad esempio, una crema lenitiva alla lavanda che pubblicizza sull’etichetta la presenza di questo ingrediente come principale, dovremo andare a leggere nell’elenco degli ingredienti in che posizione si trova la lavanda. Se la lavanda la troviamo verso la fine dell’elenco, capiamo subito che dentro ce n’è ben poca.

“Al di sotto delle parole – PARFUM – e – CARBOMER – i componenti sono in percentuale bassissima, inferiore allo 0,3%” aggiunge Giulia.

Quindi ritornando all’esempio di prima, se la crema lenitiva alla lavanda contiene lavanda nelle prime posizioni dell’elenco ma dopo una di queste due componenti appena citate, deduciamo che la percentuale di questo ingrediente è proprio bassa.

Riflettendo ancora sulle posizioni occupate da taluni ingredienti, possiamo anche capire se una crema sia più o meno pesante sulla pelle. Come? Un metodo è quello di vedere la posizione occupata dalla GLICERINA. Se quest’ultima si trova dopo l’acqua abbiamo in mano una crema leggera. Al contrario, se si trova prima dell’acqua, stiamo scegliendo una crema più corposa.

“Un altro dato fondamentale da tenere in considerazione è che i nomi dei componenti scritti in latino indicano ingredienti naturali, mentre quelli riportati in inglese corrispondono a ingredienti trasformati pesantemente” conclude Giulia.

Vediamo adesso alcuni componenti davvero dannosi per la pelle e alcuni loro alter-ego naturali.

I TENSIOATTIVI

Si possono riconoscere con il suffisso -ETH. Il SODIUM LAURYL SULFATE e LAURETH SULFATE sono tensioattivi sgrassanti presenti soprattutto nei detersivi. Non è bene quindi trovarli nei prodotti per la pelle. Al contrario quelli naturali presentano il suffisso -YL, ad esempio SODIUM COCOYL SULFATE.

I COCAMIDE MEA-TEA-DEA sono anch’essi tensioattivi, ma in questo caso anche molto inquinanti per l’ambiente.

I DERIVATI DEL PETROLIO

Qui possiamo elencare: PARAFFINUM LIQUIDUM, MINERAL OIL, VASELINE, PEG, PPG, POLYETHILENE GLYCOL. I derivati del petrolio hanno diverse funzioni: sono emulsionanti, solubilizzanti o solventi. Il PROPYLENE GLYCOL è, ad esempio, un solvente molto forte e non deve essere mai nelle prime posizioni dell’elenco degli ingredienti.

I PEG, invece, sono sempre corredati da un numero. Più basso è questo numero, meglio è! Anche se sarebbe meglio evitarli del tutto.

I SILICONI

Si riconoscono per i suffissi -ONE e -XANE. Danno l’illusoria sensazione di morbidezza. Costituiscono la base della funzionalità Waterproof.

I CONSERVANTI

Hanno il suffisso -PARABEN e sono conosciuti semplicemente anche come parabeni. “Attenzione! Un prodotto cosmetico se contiene acqua deve per forza di cose contenere anche dei conservanti” spiega Giulia, e continua: “In caso contrario, non durerebbe ventiquattro ore”. Ma possiamo preferire alcuni conservanti ad altri, come: ETHYLPARABEN, METHYLPARABEN, PHENETHYL ALCOHOL, SORBIC ACID, POTASSIUM SORBATE.

I TRUCCHETTI NON FUNZIONALI

Giulia mi spiega anche un trucchetto usato soprattutto nei cosmetici che troviamo, generalmente, in profumeria. Il componente MICA è un ingrediente che riflette la luce ed è presente soprattutto negli anti-age. Riflettendo la luce non fa vedere le rughe, ma non le cancella “mica”!!! Si tratta quindi di un trucchetto cosmetico che non fa parte di certo della cosmesi funzionale di cui accennavo all’inizio di questo articolo.

Controindicazioni derivanti dall’uso di prodotti non compatibili con la pelle

“Un esempio di danno derivante dall’uso di prodotti nocivi o semplicemente non compatibili con l’organo pelle è la dipendenza da SILICONI. Per intenderci i siliconi sono quegli ingredienti che ci danno la sensazione di pelle liscia e, nell’INCI di un cosmetico, si trovano grazie ai suffissi -ONE e -XANE. Questo ingrediente rimane incastrato nelle cellule cornee e fa l’effetto di morbidezza ma, essendo una sostanza volatile, dopo un po’ va via e porta con sé i ceramidi della pelle lasciandola scoperta. In questo modo le persone sentono la mancanza di questa sostanza e mettono ancora la crema e così via in un circolo vizioso” spiega Giulia.

Come scegliere il cosmetico giusto? A chi affidarsi?

Già dopo questa lunga dissertazione possiamo dire di aver compreso la logica dell’INCI e di saperlo leggere e interpretare al livello base. Il consulente di bellezza può fare la differenza nell’analisi del nostro tipo di pelle e nella comprensione delle reali necessità che ha il nostro organo pelle in un determinato momento della vita o a seconda della stagione.

Giulia mi spiega che il suo ruolo è fondamentalmente una presa di responsabilità nei confronti del cliente e del prodotto che andrà a consigliare. “Non amo la vendita da banco o la vendita on-line. La scelta è troppo vasta e porta confusione. Inoltre, se le persone addette alla vendita non sono sufficientemente preparate, non potranno mai consigliare il prodotto giusto” afferma, e continua: “Quando consiglio un prodotto non mi fermo mai a quello che vedono i miei occhi osservando la pelle, ma cerco sempre di capire perché è così e perché si è formato un inestetismo. Solo in questo modo posso andare alla fonte e mettere in salute l’organo pelle”.

L’importanza del Make-Up

Credits @PuraMente Estetica

Dopo la skincare compatibile e funzionale non possiamo non parlare di make-up.

Giulia mi racconta che nel suo centro estetico ha scelto un’azienda produttrice di make-up come continuazione cosmetica. “Non possiamo stare attente alla nostra skincare routine e dopo metterci sopra il make-up che contiene siliconi e tutto il resto. Equivarrebbe a vanificare tutti i nostri sforzi” afferma.

Anche in questo caso è buona norma guardare l’INCI dei prodotti make-up, ma soprattutto affidarsi a un esperto per l’acquisto. Il mercato è vasto anche in questo caso e le marche, le pubblicità e gli influencer non ci aiutano a fare chiarezza.

Ma (e questa è la domanda che tutti ci poniamo), il trucco con un buon INCI è performante?

“Sì, se lo intendiamo come routine quotidiana. Poi, nelle occasioni speciali il trucco super performante, che di solito contiene anche una bella spintarella sintetica, non è vietato. È come una fetta di torta che fa felici e non fa male se mangiata una volta ogni tanto!” spiega Giulia.

Ogni giorno però dobbiamo stare attenti a cosa usiamo sulla nostra pelle. Il make-up deve essere anch’esso compatibile con l’organo pelle e non soffocare, anzi, dev’essere un alleato in più per essere più belli.

Quindi, prendiamoci il nostro tempo per essere consumatori consapevoli, per imparare a utilizzare solo i prodotti che a lungo andare non creeranno inestetismi, ma ci aiuteranno invece non solo a sentirci ma soprattutto a vederci più belli e in salute.

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