Sara Romanato

Datemi una penna e fatemi girare il mondo

Cambiare la nascita per cambiare il mondo

Mamasté: Elena Cecchetto, un’ostetrica che lavora per il benessere di donne, mamme e bambini.

“La donna è un ponte tra materia e spirito. È una mediatrice tra essi, in rapporto diretto con l’universo. Così la maternità non è solo fisica o biologica, ma divina. Generare figli dello spirito è uno dei fini della donna risvegliata, in piena coscienza e consapevolezza del suo potere creativo, come una grande iniziatrice”. Questo è il pensiero edificante dell’attività di Elena Cecchetto. Ostetrica libera professionista e promotrice del parto tra le mura domestiche sotto l’appellativo di Mamasté, nel quale l’intervento assistenziale del medico è una cornice di protezione che non intende interferire con ciò che di magico e mistico sottintende il mistero della nascita.

Elena Cecchetto – Mamasté

Ma quando è nata l’idea di diventare ostetrica?

“Quand’ero molto piccola avevo un istinto materno molto forte. Il momento della nascita era avvolto da un’aura di mistero che mi attraeva” racconta Elena. E quando sua sorella maggiore iniziò a studiare per diventare infermiera, non le sembrò vero di poter chiedere informazioni sul tema ostetrico. Sua sorella però non si dimostrò molto interessata a questo campo, così le ambizioni e i sogni di Elena crebbero fino a portarla, dopo il diploma scientifico, a studiare senza sosta per poter accedere alla facoltà di ostetricia dell’Università di Padova.

“Mi ricordo che quell’anno eravamo in 500 per 27 posti” rammenta Elena “e io entrai subito e lo presi come un segno del destino”.

La vita universitaria però non si dimostrò in linea con i sogni e le aspirazioni che l’avevano accompagnata fin dall’infanzia. “Fu un periodo molto sofferto” afferma. “Alla fine del mio percorso di studi, sebbene mi fossi laureata col massimo dei voti, decisi che non avrei mai fatto l’ostetrica e che non avrei avuti dei figli”.

L’ostetricia dell’epoca non era in linea con le convinzioni più profonde di Elena. Spersonalizzata, anaffettiva, basata su numeri e casi clinici; il tema della nascita, vissuto da Elena nel periodo della sua formazione, era ben lontano dal momento carico di mistero che aveva sempre immaginato.

Elena Cecchetto – Mamasté

“In un primo momento la conclusione fu quella che avevo idealizzato tutto. Mi prestavo a compiere delle pratiche su mamme e bambini, come il taglio del cordone ombelicale o la separazione di mamma e bambino subito dopo il parto, con la consapevolezza che stavo portando una sofferenza” afferma Elena, sapendo che il suo destino sarebbe poi stato proprio quello di portare un cambiamento.

Quando iniziò il tuo lavoro di ostetrica nel modo che avevi sempre sognato?

“In realtà ci ho provato subito dopo la laurea. Dapprima mi sono presa una pausa per riflettere sulle mie emozioni e sull’avversione che era maturata in me, nei confronti della professione di ostetrica, durante gli anni universitari. Poi ho deciso di provare a praticare come libera professionista e vedere se c’era spazio per questa realtà. E lo spazio c’era” racconta.

In un primo momento Elena si è affiancata a una collega che lavorava a part-time in ospedale e aveva il tempo per seguire dei parti a domicilio. Dopodiché ha creato il suo mondo: Mamastè.

Elena Cecchetto – Mamasté

“Il tipo di parto che sognavo da piccola esisteva veramente ed era molto sentito dalle donne” afferma. Essere ostetrica non significa, infatti, solo fare l’ostetrica. È un percorso che unisce l’aspetto esteriore a quello interiore. Significa avere intuito e saper accompagnare le donne nel momento della nascita, avendo piena fiducia nelle loro capacità. “Siamo nate per fare questo” dice Elena e non è una frase fatta!

L’Italia si sta aprendo a questa nuova dimensione della nascita anche se rimane ancora uno dei paesi europei in cui gravidanza e parto sono i più medicalizzati.

Questi momenti nella vita di una donna sono, invece, estremamente naturali e per questo vanno tutelati e protetti. Vanno vissuti con gioia e fiducia, non con paura.

Mi racconti da chi è composto oggi il tuo team?

“Inizialmente eravamo solo io e Giulia, mia sorella gemella, che è fisioterapista e insegnante di yoga. Poi il team si è allargato con la partecipazione di altre figure professionali come ad esempio Chiara Comparin che è una musicoterapeuta”.

Ci sono anche altre ostetriche, tutte libere professioniste, che collaborano con Mamasté, nonché alcuni pediatri per le visite a domicilio.

E l’origine del nome Mamasté?

Mamasté, come si può facilmente associare, deriva da Namasté” spiega. Il saluto indiano che significa testualmente: mi inchino alla divinità che è in te.

“E noi, proprio come il significato di questo saluto, ci inchiniamo alla divinità che sta in ogni persona che si avvicina alla maternità” afferma.

La creatività, l’atto generativo di un qualcosa di nuovo, è insito nel potere femminile ed è sacro. Che si esprima in un figlio o in un progetto, noi donne sappiamo alimentarlo mensilmente seguendo semplicemente la nostra natura. Abbiamo un canale forte e diretto con il divino che possiamo curare e intensificare attraverso la consapevolezza e la coscienza di noi stesse.

Nel momento del parto il canale si fa fisico per portare qui su questa terra un’altra anima.

Elena, per concludere, vuoi dirmi se ci sono delle persone che ti hanno ispirato nel tuo lavoro e se hai dei progetti per il futuro?

“Le due donne che mi hanno maggiormente ispirato e che lo fanno costantemente sono Ibu Robin Lim, chiamata anche l’ostetrica dai piedi scalzi, che sostiene un’ostetricia basata sull’amore e per la quale ho praticato del volontariato a Bali e nelle Filippine, e Ina May Gaskin, caposaldo dell’ostetricia americana che diffonde da sempre il messaggio per un parto naturale, ancestrale e senza paura” afferma.

Elena Cecchetto – Mamasté

Il suo progetto futuro comprende la realizzazione di una casa maternità per tutti coloro che non hanno la possibilità di accogliere una nuova vita tra le mura domestiche e il supporto attivo di tutti gli aspetti del femminile.

Quest’ultimo è un aspetto del lavoro di Elena che si manifesta attraverso La Tenda Rossa: un gruppo che si propone di supportare la femminilità in ogni frangente e in ogni momento della vita.

Elena Cecchetto – Mamasté

La nascita è un momento di passaggio importante, che rimane impresso nella vita delle persone. Il come si viene al mondo e le circostanze in cui ci si appresta ad affrontare questo momento di passaggio influenzano tutta la società. Così da una nascita violenta ci si potrà aspettare una vita violenta, da una nascita costernata da ansia e paure ci si aspetterà una vita ansiogena.

Il momento della nascita è una chiave e tutelarlo ci consentirà di gettare le basi per una società migliore. “Guarire la nascita è guarire la Terra, attraverso ogni bambino che viene al mondo” conclude Elena.

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