Sara Romanato

Dammi una penna e fammi girare il mondo

Il Principe in bicicletta a San Vito di Altivole: la birrosteria che ama l’amicizia e la famiglia

Sembra di entrare a casa di un amico, la luce soffusa, la stufa accesa, un cd di musica in sottofondo, una partita che scorre su uno schermo, una vecchia tivù con la console Nintendo in funzione. E poi un frigo con delle birre ghiacciate e il profumo delle patate al forno che fa capolino dalla porta della cucina. Un angolo con qualche gioco per i più piccoli.

È un po’ come stare in famiglia andare al Principe in Bicicletta a San Vito di Altivole e proprio per questo ho deciso di parlarne in occasione del suo decimo anno di attività.

Buona birra, buon cibo e spirito di aggregazione

Il Principe in Bicicletta è una birrosteria che affonda le sue radici nella cultura dell’aggregazione accompagnata dalla buona birra e dal buon cibo. L’ambiente dei pub anglosassoni, delle osterie e dei circoli ha sempre affascinato il gestore del locale. Poche cose ma fatte bene mi racconta il titolare Giacomo che da dieci anni gestisce con cuore la sua attività con la convinzione che meno a volte è molto meglio. E proprio al Principe ho riscoperto il piacere di una pils, fresca, dissetante, evergreen sul panorama sempre più ampio della birra, e del cibo più semplice, come una bruschetta con pomodoro e mozzarella. Prodotti freschi e di qualità caratterizzano il menù sempre espresso.

Di certo anche l’atmosfera familiare che qui si respira conferisce un’aura di autentica semplicità al locale. Non una semplicità fasulla e costruita che nasconde un format esclusivamente commerciale, ma quella semplicità che sa affezionare e soprattutto sa rendere vero e sincero ogni momento vissuto al Principe in compagnia dei suoi gestori.

Giacomo mi racconta che ha da sempre amato i luoghi di aggregazione dove è possibile ancora conoscere gente, confrontarsi e scoprire le diversità che ci rendono unici. Al Principe, come in un calderone dove ribolle la pozione dell’amicizia, ha saputo condensare tutto ciò in cui crede. Assieme alla sua compagna Laura, nel 2005 ha deciso di lanciarsi in questa avventura con coraggio e senza mai indugiare o mettere in discussione la sua natura. Al Principe ci si va tuttora per una tap list sempre nuova, originale e che sa stare al passo con le richieste della clientela, per apprezzare il buon cibo, per conoscere gente, per confrontarsi e scoprire le diversità!

Un principe povero ma ugualmente nobile e sincero

“Il nome stesso del locale è emblema di quello che proviamo a fare” afferma Giacomo e continua “è una canzone dei Tre Allegri Ragazzi Morti che ascoltavamo spesso e rispecchiava la nostra realtà. Un principe povero, non costruito e per questo ugualmente nobile e soprattutto sincero”.

E, in occasione del decimo anniversario, cosa c’è di meglio che brindare con una birra creata apposta per l’evento?

Il Principe in Bicicletta non è solo etichette conosciute ma spazio anche per quelle emergenti e soprattutto valorizzazione del territorio. In questo periodo potrete, infatti, trovare The Sheed, una stout opera di Tingo Beer (Montebelluna). La sua scura setosità vi avvolgerà sorso dopo sorso! E anche in questo caso la scelta del nome racchiude un significato. The Sheed è il soprannome del giocatore di pallacanestro, Rasheed Wallace, irriverente ma pulito, che i gestori del Principe amavano seguire nelle nottate NBA e in cui Giacomo un po’ si riconosce.

E voi cosa aspettate a fare un salto al Principe in Bicicletta? Ad attendervi le undici spine zampillanti e la mitica The Sheed!

Credits @Il Principe in bicicletta

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